Decalogo

1) Rispetto per il lavoro. Niente sfruttamento di manodopera sottopagata o schiavizzata. Contratti di lavoro legali e soprattutto UMANI.

2) Rispetto per l’ambiente e il paesaggio. Le attività economiche non devono distruggere le coste, i boschi, le montagne i laghi e le altre risorse naturali che sono la base dell’economia del turismo e generano PIL sostenibile per il Paese-

3) rispetto per la salute dei cittadini. Produzione di cibo senza contaminanti e nessuna immissione di sostanze nocive nell’ambiente che inquinano il suolo, avvelenano l’aria o l’acqua e causano malattie.

4) Produzione di energia senza emissioni. Decarbonizzazione progressiva dei processi produttivi innanzitutto in agricoltura e progressivamente anche in tutti i processi industriali, secondo il modello energetico distribuito e interattivo della Terza Rivoluzione Industriale, con la massima diffusione del “prosumer”, e l’aggregazione di micro reti digitali di energia rinnovabile integrata nelle attività d’impresa.

5) Finanziamento etico delle attività di impresa. Anche i finanziamenti delle attività economiche devono seguire il modello democratico e distribuito dell’energia, con la massima diffusione del micro credito, dell’azionariato popolare (crowdfunding) e della finanza popolare tramite appositi pacchetti specifici delle banche cooperative e delle casse di credito locali.

6) Ritorno al modello distribuito anche per la diffusione commerciale dei prodotti della terra, con l’introduzione di norme di favore per la vendita locale di prodotti di filiera corta per le piccole aziende della distribuzione commerciale.

7) Valorizzazione del prodotto agricolo con processi di trasformazione ad alto valore aggiunto realizzati il più vicino possibile ai terreni di produzione agricola e integrati nei processi aziendali

8) Adozione di pratiche a rifiuti zero sia nella produzione agricola che nella distribuzione. Diminuzione progressiva di imballaggi non riutilizzabili per i prodotti freschi e anche per i prodotti trasformati. Riutilizzazione di tutto l’organico risultante dai processi di lavorazione e di coltivazione sotto forma di carbonio organico nelle filiere del compostaggio integrato nelle attività aziendali.

9) Promozione di nuove proposte turistiche ispirate all’offerta di un “turismo esperienziale” che porti sotto la guida di contadini esperti, turisti provenienti da realtà urbane a conoscere tramite il lavoro nella coltivazione, raccolta e trasformazione dei prodotti della terra, secondo la logica espressa da Carlo Petrini con la filosofia delle “Ortoterapie”, secondo cui oltre a far viaggiare i prodotti della terra verso i consumatori, vanno fatti viaggiare anche i consumatori verso i prodotti della terra, inaugurando a seconda delle caratteristiche dell’agricoltura locale, l’olio terapia, la salsa terapia, la vino terapia, e così via.

10) La filiera corta (comunemente chiamata il km zero): consente la valorizzare delle produzioni e dell’economia locale, un maggiore controllo nei processi produttivi e sarebbe un valore aggiunto in termine di occupazione.